Braccio di ferro sul governo. Il Pd si schiera con il M5s e snobba Renzi

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Boccia (PD) è chiaro: i dem non faranno un governo senza i 5 stelle

Intervistato sul Nove, il ministro Francesco Boccia (in quota dem) ha detto di escludere “categoricamente che il Pd possa dare vita a un esecutivo senza il M5s”, mettendo in chiaro che se dovesse venir meno l’appoggio di Italia Viva a Conte il Pd esclude di poter votare la fiducia ad un nuovo esecutivo che non includa il Movimento.

Risulta chiaro il riferimento alle parole di Matteo Renzi dello scorso giovedì in Senato, nelle quali risuonava una forte accusa del leader di Italia Viva nei confronti del Presidente Conte, ritenuto responsabile della non riapertura di giorno 4, parole che sembravano preannunciare uno strappo nella compagine di governo.

Presa di posizione chiara da parte del Partito Democratico, che si schiera con gli improbabili alleati 5 stelle anziché con gli ex compagni di partito, probabilmente al fine di ricondurre Renzi all’obbedienza nei confronti dell’esecutivo e poter così permettere la tenuta del governo.

Un patto d’acciaio, dunque, tra due forze politiche che alla vigilia del giuramento del Conte II tutti credevano incapaci di collaborare. Appare però chiara una crisi interna all’esecutivo, nella quale non si risparmiano attacchi tra i renziani e i grillini.

Alessandro Di Battista, voce rilevante all’interno del Movimento, ha scritto su Facebook che “sarebbe meglio mettere da parte la rabbia e pensare a come disinnescare Matteo Renzi una volta per tutte”, causando non poca indignazione tra i membri di Italia Viva, che si chiedono se le posizioni di Di Battista siano o meno condivise dai piani alti del Movimento.

Un braccio di ferro, dunque, che si gioca su due schieramenti: da un lato l’asse Pd-5s, che ha tutto l’interesse a fare in modo che il governo perduri fino alla scadenza naturale della legislatura, dall’altro Italia Viva che, pur non potendosi permettere un ritorno al voto, vuole ottenere maggiore influenza all’interno dell’esecutivo.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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