Caso Di Matteo-Bonafede, adesso a destra tutti giustizialisti?

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Serviva Di Matteo per far diventare la destra giustizialista. È successo tutto in una notte

“Questi sono i fatti”. Conclude così la sua narrazione degli eventi su un post su Facebook il ministro Bonafede, che descrive una versione degli eventi ben diversa da quella esposta la sera prima dal magistrato Di Matteo.

Un racconto dal quale, piuttosto che la malizia della quale il ministro è accusato, sembra venir fuori una grossa incomprensione. Ci troviamo dunque davanti a due diversi racconti di ciò che accadde nel giugno del 2018.

Il primo è quello esposto dal magistrato, secondo il quale il ministro Bonafede ha fatto retromarcia sulla proposta in seguito al palesarsi della minaccia di una presunta rappresaglia mafiosa.

Il secondo è quello esposto dal ministro, il quale invece afferma non solo che delle volontà mafiose fosse a conoscenza ben prima di convocare Di Matteo, ma che sia stato proprio il magistrato a rifiutare il ruolo che Bonafede aveva per lui prefigurato.

Come davvero siano andate le cose non sta certo al Cinico definirlo. Quanto risulta più interessante, invece, è analizzare quali reazioni questa vicenda abbia suscitato in seno alla classe politica.

Abbiamo assistito nel corso della giornata di ieri ad un patetico susseguirsi di arringhe giustizialiste da parte delle forze del centrodestra, che si sono vestite per l’occasione con gli abiti che hanno sempre vestito le opposizioni ai loro governi.

La destra è passata in una notte dalla forte opposizione alle forze della magistratura alla sua strenua difesa. Se non puoi batterli unisciti a loro, sarebbe il caso di dire.

Lollobrigida (Fdi) e Carfagna (Fi), tra gli altri, hanno ferocemente attaccato il governo e il ministro Bonafede, richiedendo, quando non che si dimettesse, che andasse a riferire in aula.

Ironico, se detto da coloro i cui partiti sono stati tra i protagonisti della stagione berlusconiana, che di queste dimostrazioni di integrità non ha mai fatto sfoggio. Un grande esempio di trasformismo: peccato che dimostri una grave mancanza di integrità politica.

La destra, e Matteo Salvini in pectore, ha deciso di cavalcare un’onda di indignazione che mai nella sua storia aveva cavalcato, dimostrandosi nuovamente legata più al sentire comune e meno a un concreto progetto politico.

Auspichiamo che gli elettori non dimentichino, ascoltando chi adesso urla in difesa dei magistrati, che fino a pochi anni fa costoro erano gli stessi che ai magistrati rivolgevano continui attacchi, ritenendoli uomini asserviti alla politica, uomini corrotti. Tra questi uomini c’era anche Nino Di Matteo.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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