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La Germania sarà la prima nazione a riprendersi dalla prossima crisi economica

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Stando alle stime della Commissione Europea, la prossima sarà la recessione più profonda nella storia dell'UE. Tra le grandi nazioni soltanto la Germania riuscirà a tornare entro la fine del 2021 ai livelli pre-crisi

Già all’indomani dell’adozione delle prime misure di contenimento dell’epidemia si è reso evidente un fatto: la crisi che si stagliava all’orizzonte era non soltanto sanitaria, ma anche e soprattutto economica.

Dire che si sia trattato soprattutto di una crisi economica è forse impreciso: l’esperienza del virus certamente cambierà le abitudini dei cittadini e avrà effetti a lungo termine sui rapporti che gli individui intrattengono tra loro e con la società, e questo a prescindere dall’insorgere delle difficoltà economiche.

Tuttavia non si può mettere in discussione un elemento: gli effetti catastrofici dell’emergenza sono destinati a farsi sentire ancora lungamente a causa delle loro ripercussioni economiche. Forse sarà proprio la catastrofe economica a portare con sé le conseguenze di cui in futuro la storia avrà più memoria.

Le stime che giungono oggi dalla Commissione Europea vanno esattamente in questa direzione, e sono apocalittiche.

L’Unione Europea perderà nel 2020 il 7,4% di Pil, dato che arriva al 7,7% se si tengono in considerazione soltanto i paesi dell’Eurozona. Per la seconda volta nella storia, sarà disavanzo primario: l’Unione incasserà, al netto degli interessi sul debito pubblico, meno di quanto sarà costretta a spendere.

L’Italia perderà 9,4 punti percentuali di Pil, fanalino di coda in Europa insieme alla Grecia, che è previsto perda 9,7 punti. Il tasso di disoccupazione aumenterà mediamente del 9% in Europa e addirittura dell’11,8% in Italia.

Le stime della Commissione sorpassano in negativo quelle italiane: il governo aveva stimato nel Documento di economia e finanza che il Pil sarebbe sceso di otto punti, di fronte ai quasi dieci stimati dall’Ue.

Il dato che più allarma, in merito alla tenuta del sistema economico europeo, è quello sulla ripresa. Si stima che l’anno prossimo l’Eurozona beneficerà di un forte effetto rimbalzo e il Pil crescerà del 6,3%. Ma non tutte le nazioni usciranno dalla crisi nello stesso modo.

Alla fine del 2021 soltanto Germania, Austria, Croazia e Slovacchia riusciranno a ritornare ai livelli pre-crisi: in altre parole tutti gli altri paesi dell’Ue, tra più di un anno, presenteranno ancora un livello inferiore di attività economica rispetto a prima dell’insorgere della crisi.

Sarà dunque la Germania, tra i grandi paesi europei, la prima a venire fuori dal gorgo. Questo per quanto comunque si stimi che anche i tedeschi si ritrovino alle porte della più grande recessione della loro storia: ma gli effetti della flessione di tutti gli indicatori economici sul tessuto produttivo tedesco non saranno devastanti come per la stragrande maggioranza degli altri paesi dell’Unione.

Un monito in tal senso è giunto oggi dal commissario all’economia Paolo Gentiloni, che ha avvertito che la recessione come la ripresa “saranno disomogenee” e che ci saranno “considerevoli differenze tra i paesi” nella reazione alla crisi.

Elia Pacelli

Nato qualche giorno prima che arrivasse il terzo millennio e cresciuto quando la fine delle ideologie si è palesata, conosce bene Sanremo, Dio e il calcio ma è in lotta contro le tifoserie e lo stradominio della comunicazione in politica. Attento osservatore di quello che accade a nord del 38° parallelo.

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