Renzi vuole più spazio e chiede di fare un contratto di governo

Tempo di lettura: 3 minuti

La delegazione di Italia Viva fa sapere che il vertice governativo ha avuto esito positivo. Ma ripartono le intemerate contro il governo

Roberto Monaldo/LaPresse

Sembra che la mediazione del premier Conte sulla proposta del ministro Bellanova di regolarizzare 600mila immigrati abbia sortito gli effetti sperati, dato che Italia Viva si è detta disposta ad accettare gli esiti della mediazione M5s-Pd. Tuttavia pare che Matteo Renzi, sfruttando la visibilità che la vicenda gli ha concesso, sia ritornato alla carica.

L’ex premier ha affidato alle pagine de La Stampa la sua ultima proposta: stilare un contratto di governo insieme alle altre forze politiche di maggioranza per “chiarire dove vogliamo portare l’Italia: quale politica industriale, quali interventi per la famiglia, come lavorare sulla scuola”.

Poco importa che i renziani abbiano sempre preso di mira il modello del contratto di governo sul quale era stato fondato il governo M5s-Lega. L’ex ministra Boschi, renziana di ferro, soltanto a fine novembre aveva detto di aver pensato “che fosse un errore e che fosse sbagliato parlare di contratto di governo, anche da un punto di vista costituzionale”.

Ma che ci importa della Costituzione? Ciò che adesso conta è mettere in difficoltà il governo in carica e soprattutto il premier Giuseppe Conte, che vede crescere i propri consensi in un modo che non può più essere tollerato dagli altri attori politici, Renzi in primis.

Nessuno strumento pare essere a questo scopo più adeguato del contratto di governo. Italia Viva potrebbe far pesare i suoi numeri, che al Senato risultano determinanti per la tenuta della maggioranza.

Oltretutto pare che stia per aprirsi, in seno alla maggioranza, un nuovo motivo di scontro. Lo stesso Matteo Renzi ha oggi evidenziato come Italia Viva porti con sé 17 senatori, e cioè la metà dei 35 del Partito Democratico, ma che detenga soltanto un decimo delle posizioni governative degli alleati.

Per quanto l’ex premier si affretti a smentire che vi sia l’intenzione di chiedere più posizioni apicali per il suo partito, i dubbi permangono e l’ombra del rimpasto si fa più definita. In politica funziona così: se smentisci qualcosa, la confermi. Se ne parli, vuoi che se ne parli.

Il gioco di Renzi è stato ormai svelato, ed è parecchio simile a quello cui giocava l’altro Matteo quando era al governo: distruggere l’esecutivo dall’interno. Con la differenza che Renzi, dal basso del suo 2,5% di consensi, non può certamente permettersi di tornare al voto. Può però ancora permettersi di continuare a logorare il governo, e questo continua e continuerà a fare.

Elia Pacelli

Nato qualche giorno prima che arrivasse il terzo millennio e cresciuto quando la fine delle ideologie si è palesata, conosce bene Sanremo, Dio e il calcio ma è in lotta contro le tifoserie e lo stradominio della comunicazione in politica. Attento osservatore di quello che accade a nord del 38° parallelo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.