Via alla battaglia sul Mes. Conte puntualizza: decide il Parlamento

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I ministri delle finanze riuniti all'Eurogruppo hanno trovato un accordo sul Mes, ma i giochi si sono appena aperti

Ansa/Epa/Filippo Attili

Si è conclusa ieri la riunione dell’Eurogruppo. È stato definitivamente approvato il nuovo Mes, soprannominato “light” per la riduzione di vincoli economici e di controllo.

Ovviamente il nuovo Mes mantiene forti vincoli a favore dei creditori, tra i quali strumenti per assicurare il pagamento dei debiti e per assicurare che i soldi prestati vengano utilizzati solo per spese sanitarie.

Subito il governo si è spaccato. Da un lato, il Pd annuncia trionfalmente il raggiungimento di un accordo sul Mes, mostrandosi possibilista sul suo utilizzo. Dall’altro lato, nel M5s si crede che approvare il Mes non farebbe altro che aumentare le tensioni interne.

Infatti, al termine dell’Eurogruppo lo stato maggiore del Movimento si è riunito ed è giunto alla conclusione che l’accordo rimane “inadeguato” anche se “debolmente migliorato”.

Intanto Conte punta al Consiglio Europeo che si terrà i primi di giugno nel quale, previa approvazione parlamentare, il Presidente del Consiglio richiederà l’attivazione del Recovery fund, cioè di quegli strumenti che oltre al Mes saranno messi a disposizione dall’Unione Europea, che quindi non sarà votato in questa occasione (con buona pace di Matteo Salvini).

Non è però ancora uno strumento definito quello del Recovery fund, sul quale è ancora acceso il dibattito tra gli stati del Nord Europa, che vogliono impegnarsi il meno possibile sul fondo, e quelli dell’asse latino Roma-Parigi-Madrid, che invece punta ad un aumento dei fondi, dopo l’annuncio di Parigi che rifiuta di utilizzare il Mes e la crescente incertezza spagnola.

Un dibattito aperto, dunque, nel quale il Presidente Conte dovrà dimostrare le proprie capacità per contrattare con l’Europa le migliori condizioni possibili per l’Italia e al contempo evitare che le differenze nelle forze di maggioranza portino a una rottura insanabile.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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