Quelle delle opposizioni sul decreto rilancio “sono critiche sbagliate”

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Il ministro dell'economia chiarisce sulla ratio degli ultimi provvedimenti

Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

“È evidente che le legittime preoccupazioni di una situazione senza precedenti possano generare anche rabbia. Lo capiamo e per questo il governo è impegnato a sostenere imprese e famiglie, a evitare un aumento delle diseguaglianze, ad aiutare i più deboli”. Lo afferma il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista di oggi a Repubblica.

Riguardo alle forti critiche piovute addosso al governo in merito alla dispersione dei fondi stanziati, il ministro risponde che “sono critiche sbagliate”.

“In primo luogo non sono aiuti a pioggia, ma la volontà di non lasciare indietro nessuno in una circostanza così drammatica. Assieme alle misure per imprese, famiglie e lavoratori ci sono quelle sulla ricapitalizzazione delle imprese, molto importanti per le piccole e medie aziende.”

“Ci sono gli investimenti massicci sull’efficienza energetica degli edifici e un impegno senza precedenti sull’università, con l’assunzione di 4.000 giovani ricercatori e il più consistente stanziamento per la ricerca mai realizzato.”

Questa la risposta del ministro Gualtieri alle numerose critiche che in queste ore stanno colpendo il governo per via dell’approvazione del Dl Rilancio, ritenuto “insufficiente” quando non “ridicolo”.

Le critiche, provenienti da tutti gli ambienti dell’opposizione di centro-destra, vertono principalmente sull’esclusione di queste forze politiche dal dibattito.

Un’ennesima richiesta di attenzione da parte dei partiti che sin dall’inizio dell’epidemia hanno in ogni modo provato a capitalizzare la crisi per ottenere peso politico trovando, fortunatamente, un esecutivo abbastanza forte da gestire in autonomia la crisi.

Gli stessi responsabili della crisi, basti vedere la Lega in Lombardia o la recente storia dei governi di centro-destra in Italia, ora richiedono a gran voce un posto al tavolo della risoluzione, per potere, un domani, dire di aver partecipato anche loro alla ricostruzione.

Nulla di più falso: sono i responsabili della catastrofe e come tali andrebbero trattati.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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