Decreto scuola, Conte pronto alla mediazione

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Il tempo stringe: il decreto scuola andrà varato entro il 7 giugno

È ancora stallo sul decreto scuola, sul quale da giorni la maggioranza cerca di trovare una quadra portando avanti però idee molto diverse.

Sul tema dei concorsi per gli insegnanti, il pezzo forte di tutto il dibattito, si sono delineati due fronti molto diversi. Se da un lato il Pd e Leu propongono di non fare le prove dei concorsi, affidandosi perciò alle graduatorie per titoli, il M5s e Iv, sostenendo la linea tracciata dal ministro Azzolina, ritengono le prove imprescindibili.

I due schieramenti, cristallizzati in seguito al vertice di tre ore tenuto ieri a Palazzo Chigi, avrebbero richiesto al presidente Conte una proposta di mediazione.

Sempre in seguito al vertice, il Movimento ha ribadito il suo no alle graduatorie per titoli. Ciò nonostante fonti del M5s affermano che un accordo sia possibile tramite un concorso che garantisca il merito.

Intanto arrivano le pressioni dai sindacati. La Cgil, la Uil e lo Snals si sono dette pronte a fermare la tregua sindacale se non si arriverà ai concorsi per titoli.

“I nostri ragazzi, gli studenti di oggi, rappresentano il futuro del nostro Paese. Meritano un’educazione di assoluto valore che deve arrivare loro attraverso una scuola di qualità e al passo coi tempi. No ai ricatti, no concorsi per soli titoli”. Lo scrive su Twitter il viceministro al Mise Stefano Buffagni.

Il tempo stringe però: il decreto scuola, all’esame del Senato, a fine mese deve passare all’esame della Camera ed essere varato definitivamente entro il 7 giugno.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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