Tutti criticano gli assistenti civici, ma nessuno ha capito cosa facciano

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Opposizione trasversale sulla proposta del governo, che riscontra invece l'approvazione degli amministratori locali

Ѐ pioggia di critiche sulla proposta dell’esecutivo di reclutare 60mila volontari da mettere a disposizione dei comuni.

La proposta ha riscontrato supporto tra gli amministratori locali. Hanno espresso il loro sostegno, tra gli altri, il presidente dell’Anci Antonio Decaro e il governatore e presidente della Conferenza Stato-regioni Stefano Bonaccini. Ma l’idea ha anche unito un’opposizione trasversale.

“Ci mancavano gli ausiliari del Covid, la goffa Guardia Civica composta da assistenti civici reclutati tra cassintegrati e percettori del reddito di cittadinanza, ai quali verrà richiesto di effettuare controlli anti contagio e di dimostrare senso civico” dice Giorgio Mulè, portavoce di Forza Italia, che prosegue bollando la proposta come “l’ennesima pagliacciata” del governo, pur non dicendo nulla di come praticamente questi volontari opereranno. Sterile polemica.

Gli fa eco Giorgia Meloni: “Cos’è, la versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione? Credo veramente che si stia esagerando. La deriva autoritaria alla quale stiamo assistendo sta assumendo contorni grotteschi ma non per questo è meno pericolosa di ogni altra deriva liberticida”, anche in questo caso attaccando l’idea in generale ma evitando di esprimersi nel merito. Anche in questo caso, polemica sterile.

Arrivano anche voci di critica interne alle forze di maggioranza. “Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici”, scrive su Facebook il deputato Matteo Orfini (Pd), il cui post viene subito rilanciato da Matteo Renzi, che gli dà ragione.

Su tutta la vicenda è costretto ad intervenire il ministro Boccia, il quale chiarisce che gli assistenti civici non avranno potere immediato, non potranno quindi comminare multe o in generale intervenire in prima persona. La loro attività di controllo si esaurirà al massimo nella segnalazione ai vigili e alle forze dell’ordine di eventuali situazioni di assembramento. Non saranno inoltre retribuiti.

Si tratta di volontari che si occuperanno ad esempio di aiutare i comuni e la Protezione civile in compiti quali la consegna dei pasti a casa per gli anziani, il recapito delle medicine, il sostegno nella realizzazione delle misure di distanziamento sociale. Saranno impiegati per un massimo di 16 ore alla settimana.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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