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Recovery Fund, piano da 750 miliardi. All’Italia più di 81 miliardi a fondo perduto

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L'Unione Europea si lancia in un progetto ambizioso: occorrerà poi verificare la volontà dei rigoristi durante i negoziati. Il governo plaude, le opposizioni meno

Maurizio Brambatti/ANSA

“La crisi ha effetti di contagio in tutti i Paesi e nessuno può ripararsi da solo. Un’economia in difficoltà da una parte indebolisce una forte dall’altra. Divergenze e disparità aumentano e abbiamo solo due scelte: o andiamo da soli, lasciando Paesi e regioni indietro, o prendiamo la strada insieme. Per me la scelta è semplice, voglio che prendiamo una strada forte insieme”. Così ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen presentando il progetto al parlamento europeo.

Un impegno da 2.400 miliardi da parte dell’Unione: oltre ai 750 miliardi del Recovery Fund si aggiundono i 1.100 miliardi di bilancio pluriennale. Il tutto sommato ai 540 miliardi delle misure già approvate: Mes light, Sure per la disoccupazione e fondi Bei.

“Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perchè ci abbiamo creduto dall’inizio”, ha affermato il presidente Conte.

127.7 miliardi sono stati proposti per l’Italia da parte della Commissione, la quota più alta destinata ad un solo paese. Di questi, 81.8 miliardi sarebbero versati come aiuti e 90,9 miliardi come prestiti.

“Il Recovery Fund significa metterci in grado di spendere tutti i soldi che servono: la priorità adesso è abbassare le tasse”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso della registrazione de ‘L’Intervista’ di Maurizio Costanzo.

“La proposta della commissione lascia ben sperare su quel cambio di passo che ci aspettavamo dall’Europa. Tutti gli strumenti messi in campo fino ad oggi, e la loro immediata disponibilità, vanno nella direzione auspicata dal Governo”. Così il leader del Pd Nicola Zingaretti su Facebook.

Fonti diplomatiche olandesi spezzano però l’entusiasmo italiano: “Le posizioni sono lontane e questo è un dossier che richiede l’unanimità, quindi i negoziati richiederanno tempo. E’ difficile pensare che questa proposta potrà essere il risultato finale di quei negoziati” affermano in previsione del Consiglio Europeo dove la proposta dovrà essere discussa.

Mugugna l’opposizione nostrana. “Dall’Europa aspettiamo non più promesse ma soldi veri” dice il leader leghista Matteo Salvini, mentre la Meloni critica la portata ridotta del provvedimento.

Umberto Sciabò

Classe 2002, studente con ambizioni da intellettuale, appassionato di storia e filosofia, sovranista europeista, populista elitista, rivoluzionario riformista e amante degli ossimori.

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