Il M5s è stato escluso dalla Rai perché il sistema vuole proteggere i suoi interessi

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La polemica del momento rivela molto della pretesa di autoconservazione del sistema politico e mediatico

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Questo è il succo della polemica del momento: al momento di decidere le nomine Rai, si è seguito male un vecchio canovaccio. Non stupisce che il servizio pubblico sia stato nuovamente lottizzato e diviso in feudi da assegnare ai partiti. Stupisce che nel portare a termine questa operazione si sia tenuta fuori la forza politica più rappresentata in Parlamento.

Se è politica la decisione di assegnare un lotto, è politica anche la decisione di tenere fuori qualcuno. Se il Movimento 5 stelle è stato escluso è perché rappresenta un pericolo per questo sistema, nei confronti del quale è sempre stato critico.

La scelta di Conte di iniziare una raccolta firme per riformare la Rai lo dimostra ampiamente. La polemica dovrebbe far riflettere sul ruolo del servizio pubblico, che da sempre la politica utilizza per rafforzare accordi e per favorire la divisione di ruoli e poteri.

Il Canone non è pagato dai cittadini perché alimenti i palcoscenici dei partiti. Ogni onesto contribuente dovrebbe essere schifato da quello che accade in Rai.

Benvenuta, prima Repubblica

La passione primo-repubblicana per il feudalesimo politico non può essere tollerata oltre. Ai Renzi e alle Boschi che vorrebbero trasformare la Rai in un altro dei loro salotti dovremmo preferire i Bersani, in grado di tenersi fuori da questi giochi in nome del benessere del servizio pubblico.

È ridicolo che a vigilare sulla Rai siano chiamati gli stessi che decidono chi della Rai deve fare parte. Dovrebbero essere i cittadini a vigilare sulla Rai: è grazie al loro contributo che il servizio pubblico si regge in piedi. Che si accusino i 5 stelle di essere diventati come tutti gli altri e che non si colga l’occasione per parlare delle prospettive del servizio pubblico è veramente deprimente.

Per l’ennesima volta si consuma uno sfregio nei confronti di ogni onesto cittadino e per l’ennesima volta le testate mainstream si occupano soltanto di allontanare l’attenzione dall’unico vero punto di cui si dovrebbe discutere: non si può ancora accettare che la politica subordini gli interessi dei cittadini ai suoi.

IL CINICO

Per un mondo libero dal politicamente corretto e dalle frasi di circostanza.

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