Anche i governatori leghisti si rivoltano contro Salvini. La Lega è a un passo dalla rottura

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I mali della Lega, mai così divisa, vengono da lontano e adesso la leadership di Matteo Salvini è seriamente insidiata

Sembra che ormai la crisi che da qualche tempo investe il timone leghista sia totale. Crescono le voci di insubordinazione e la prospettiva di un Matteo Salvini ancora alla guida della Lega si fa sempre meno scontata. Dai ministri (Giorgetti in prima fila) ai governatori, sempre più numerose sono le insidie per Matteo Salvini. È chiaro che la crisi il capo della Lega se la sia creata con le sue mani.

Le attuali voci di dissenso non sono dovute ad altro che alla natura della Lega, che Salvini potrà anche presentare come una forza nazionale ma che rimane comunque costituita soprattutto da settentrionali legati alle istanze locali, quando non a quelle industriali.

La doppia opposizione

Queste due opposizioni, quella imprenditoriale e quella locale, ora si coagulano attorno a Giorgetti e alla coppia Zaia-Fedriga. E proprio dal presidente del Friuli Venezia-Giulia è arrivato l’ultimo affondo alla leadership leghista.

Ponendosi come capofila del fronte a favore del super green pass, in posizione opposta a quella di Salvini, Massimiliano Fedriga ha apertamente sfidato il segretario della Lega, che ovviamente ha capitolato. Non solo Fedriga, ma anche Zaia in Veneto e Fontana in Lombardia, ai quali si è aggiunto il trentino Fugatti: le più importanti roccaforti leghiste tutte unite in direzione ostinata e contraria al leader del partito.

Questo avviene mentre l’unico supporto diretto a Salvini proviene da quel pezzo di elettorato che vorrebbe una Lega fuori dalla grande alleanza a supporto di Draghi, a sostegno di una visione più vicina a quella di Fratelli d’Italia.

Resa dei conti

Insomma: adesso non basta più incontrare un autoritario presidente straniero o inveire contro questo o quel ministro. Le contraddizioni sulle quali Salvini ha fondato la sua carriera politica hanno iniziato a consumarla e adesso lui non può più girarsi dall’altra parte.

Attorno a Fedriga, inoltre, si moltiplicano le voci che lo vorrebbero come prossimo segretario del Carroccio. La contrapposizione a Salvini è ormai totale. Se non è possibile fare previsioni sugli sviluppi futuri, è certo che Salvini esca da questi ultimi giorni con una leadership tranciata e adesso il suo ruolo è stato messo pesantemente in discussione.

IL CINICO

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